CERTIFICAZIONE PARITA’ DI GENERE: come funziona l’esonero contributivo INPS

E’ stato istituito un esonero contributivo per tutte le aziende in possesso della certificazione sulla parità di genere. Ecco come richiederlo e quali sono i requisiti che devono essere rispettati.

 

Certificazione parità di genere: di cosa si tratta

La certificazione sulla parità di genere è stata introdotta per contribuire a ridurre il gender gap nel mondo lavorativo. L’occupazione femminile in Italia infatti presenta ancora molte differenze rispetto a quella maschile e la strada per l’uguaglianza è lunga e tortuosa.

Il “Sistema di certificazione della parità di genere” è un intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a titolarità del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, volto ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere in tutte le aree maggiormente critiche per la crescita professionale delle donne

L’introduzione di un Sistema di certificazione della parità di genere rientra nella Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 1 “Politiche attive del lavoro e sostegno all’occupazione” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e mira a promuovere una maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro: strumento essenziale per migliorare la coesione sociale e territoriale, nonché di fondamentale importanza per la crescita economica del nostro Paese.

Introdotto dal PNRR e disciplinato dalla legge n. 162 del 2021 (legge Gribaudo) e dalla legge n. 234 del 2021 (legge Bilancio 2022), il Sistema di certificazione della parità di genere ha inoltre l’obiettivo di assicurare una maggiore qualità del lavoro femminile, promuovendo la trasparenza sui processi lavorativi nelle imprese, riducendo il “gender pay gap” (“divario retributivo di genere” che indica la differenza tra il salario annuale medio percepito dalle donne e quello percepito dagli uomini), aumentando le opportunità di crescita in azienda e tutelando la maternità.

Certificazione parità di genere: gli obiettivi per l’occupazione femminile

Per ciò che riguarda invece i benefici per l’occupazione femminile, l’obiettivo della certificazione della parità di genere e degli incentivi messi a disposizione dello stato sono i seguenti:

  • diminuzione del gender pay gap: una riduzione delle differenze salariali esistenti tra uomini e donne in diversi settori lavorativi;
  • migliori condizioni lavorative per le donne, anche in relazione alla protezione della maternità;
  • aumento dell’occupazione femminile: al momento il tasso di occupazione delle donne in Italia è fermo al 49%;
  • maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro.

Certificazione parità di genere: a chi è rivolta

Per tutte le aziende che ottengono la certificazione della parità di genere è possibile accedere allo sgravio contributivo previsto dell’1%, rispetto a tutte le somme versate a titolo di contributi ai lavoratori dipendenti. Sono stati stanziati per questa misura 50 milioni di euro per il 2022, rivolti al settore privato.

Possono accedere a questo contributo i soggetti che hanno conseguito la certificazione di parità di genere entro il 31 dicembre 2022, ovvero:

  • datori di lavoro privati, anche non imprenditori;
  • enti pubblici economici;
  • istituti autonomi case popolati trasformati in enti pubblici economici;
  • enti che per privatizzazione sono diventati società di capitali;
  • ex istituti pubblici di assistenza e beneficienza, se trasformati in associazioni o fondazioni di diritto privato;
  • aziende speciali costituite anche in consorzio;
  • consorzi di bonifica;
  • consorzi industriali;
  • enti morali;
  • enti ecclesiastici.

 

Certificazione parità di genere: i benefici per le imprese

Il PNRR  garantisce anche alcuni importanti incentivi per tutte le imprese che otteemperano alla certificazione della parità di genere.                                                                                                                                                                    Da un lato infatti i datori di lavoro potranno accedere agli sgravi contributivi dell’1%, con il limite di 50.000 euro annui. Dall’altro lato potranno anche ottenere un punteggio valido come premio per partecipare a particolari bandi europei, a livello nazionale o regionale.

 

Certificazione parità di genere: come si ottiene l’esonero contributivo

 

L’esonero contributivo viene quindi riconosciuto per l’1% dei contributi da versare, e non oltre 50.000 euro annui per ogni datore di lavoro. La circolare INPS n.137 indica anche la soglia massima di esonero prevista a livello mensile, di 4.166,66 euro. Sono oggetto di esonero solamente i contributi previdenziali.

Questi sono gli indicatori che verranno presi in considerazione per la certificazione di parità di genere, e per accedere all’esonero contributivo:

  • iniziative di cultura e strategia;
  • processi HR
  • governance;
  • opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda;
  • equità remunerativa per genere;
  • tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Con questi indicatori è anche possibile valutare lo stato di avanzamento delle iniziative dell’impresa per la parità di genere. Per accedere all’esonero contributivo, i datori di lavoro devono anche rispettare due condizioni specifiche:

  • possedere il DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva;
  • essere in assenza di  provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Come accedere agli sgravi contributivi per la parità di genere

I datori di lavoro devono aver conseguito la certificazione di parità di genere entro il 31 dicembre 2022, e tramite un rappresentante legale devono inviare la domanda di accesso direttamente all’INPS, avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line “PAR_GEN”, disponibile nella sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)”.

L’arco temporale per inviare le domande va dal 27 dicembre 2022 al 15 febbraio 2023. Nella domanda di accesso, i datori di lavoro dovranno indicare alcune informazioni salienti:

  • i dati che identificano l’azienda;
  • la retribuzione media mensile stimata, relativa al periodo di validità della certificazione di parità di genere;
  • l’aliquota datoriale media stimata sul periodo di validità della certificazione di parità di genere;
  • la forza aziendale media stimata relativa al periodo di validità del certificato parità di genere;
  • la dichiarazione sostitutiva che attesta il possesso  della certificazione di parità di genere;
  • il periodo in cui ha validità la certificazione di parità di genere.

 

Concluso il procedimento, i beneficiari dello sgravio riceveranno il codice di autorizzazione “4R” che, come specificato nella circolare 137/2022 dell’Inps, assume il significato di “Azienda autorizzata all’esonero di cui all’articolo 5 della legge n. 162/2021”. Una volta ricevuto questo codice, sarà consentito recuperare l’importo nel flusso UniEmens di competenza del mese successivo con il codice casuale L238, mentre per i mesi precedenti ne verrà utilizzato un altro, L239.

 

Recommended Posts